La mia vita ha iniziato il cammino del volontariato nel 2004. La mia famiglia incontro’ per la prima volta la sofferenza di una malattia oncologica.

Papa’ e una amica a me cara, trascorrevano giornate intere attaccati ad una flebo. Io ero una giovane direttrice di banca in lancio di carriera e mamma di Riccardo alla scuola elementare. Indossavo il doppio petto grigio come in una famosa pubblicità di un importante Gruppo Bancario per il quale lavoravo.
Al mattino fra mille corse accompagnavo papà in ospedale e alle 17.30 andavo a riprenderlo. Qui una Associazione di volontariato, gestita da una straordinaria Presidente (Marilena), con un suo volontario Francesco si prendeva cura di lui. Al mio ritorno tolti i vestiti da lavoto, mi adoperavo ad aiutare chi era lì a ricevere con dignità e speranza le gocce di terapia.

Marilena mi osservava. È un giorno mi disse “tu sarai un nostro volontario”.
Io le sorrisi non avrei mai pensato di poter aver del tempo per fare “anche” questo. La mia vita mi sembrava già piena di tante cose.Insistette e mi convinse a partecipare al corso di volontario ospedaliero. È così dopo purtroppo che il mio angelo se ne andò, iniziai. Era febbraio del 2005.

Per ben 10 anni, tutti i sabato mattina, ho indossato un camice bianco con il colletto azzurro, e ho portato ascolto, un sorriso o semplicemente un bicchiere d’acqua ai malati oncologici. Ho confortato loro e i loro famigliari. Negli anni successivi per scelta ho voluto fare anche esperienze diverse, per completare le mie esperienze di dono. Culminate nella presidenza del Comitato Maniuniteperpadova, Medici in Strada, Unitalsi, Croce Verde, ma soprattutto ho messo a disposizione il mio tempo a tutte le Associazioni che ne avevano bisogno.

Oggi, 7 febbraio 2020, sono emozionata è esattamente lo stesso giorno del mio primo servizio di volontario. Ho avuto l’onore di incontrare e stringere la mano al Presidente della Repubblica e alla sua dolcissima figlia con i nostri ragazzi blu e di essere nominata AMBASCIATRICE della Associazione Viviautismo. Dopo aver ricevuto, sempre per mezzo di questi ragazzi speciali, la carezza del Santo Padre Francesco e la vicinanza istituzionale del Senato della Repubblica. Queste bellissime emozioni sarà sempre custodita nel mio cuore. Che si tingerà di blu sempre di più.

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